Recensioni · Romanzi

Il dondolo nel cielo – Jasmina Nina Dzindo

“Ripensando ora, a distanza di tanti anni e con il conseguente inevitabile distacco emotivo, al variegato puzzle di persone, eventi e fatalità che mescolati alla meno peggio tutti assieme costituivano la cornice del quadro al cui interno io sono nata e cresciuta, mi rendo conto che si trattava di una sorta di vaso di pandora composto da personaggi grotteschi e coincidenze paradossali, segreti indicibili e iattura spropositate.”

Bé, sinceramente credo che la vita di Petra, e quindi, il contenuto di “Il dondolo nel cielo” sia tanto difficile da riassumere in una misera recensione come questa! Perciò cercherò ci rispecchiare, almeno in parte, alcuni avvenimenti e le forti emozioni che questo libro è stato in grado di suscitare in me.

Innanzitutto possiamo iniziare dicendo che Petra è una giovane donna jugoslava, sposata e senza figli che sta conducendo una vita pressoché moderata lavorando in un ospedale come addetta alle accettazioni.
Vive in Italia ma uno dei suoi problemi principale è che, in nessun modo, riesce a ricordarsi di come sia arrivata in questo paese dove ha conosciuto e sposato Ivano, un marito tanto fedele all’interno di un matrimonio che a poco a poco ha perso l’ardore iniziale.

Petra sta soffrendo di un disturbo psicologico che le rende un po’ le idee confuse in quanto la obbliga a rimuovere dalla mente determinati periodi della sua vita passata. All’inizio la situazione in cui la protagonista si trova è un po’ critica ma sicuramente controllabile. A cercare di aggiustare l’andamento delle sue amnesie profonde c’è Tatiana, amica fidata e psicologa di carriera, che le consiglia di tenere una sorta di diario dove annotare i ricordi in modo tale che questi non diventino inafferrabile. Il diario, dovrebbe anche permettere a Tatiana di trovare il trauma che sta all’origine del vuoto mentale di Petra.
Così, ci ritroviamo immersi in alcuni ricordi dell’infanzia del personaggio principale ma non risulta nulla che possa essere considerato traumatico: il problema va cercato altrove ma Petra sembra non avere la forza necessaria a trovarla perchè è in balia a sentimenti forti e dolorosi.

Leggiamo che ha una vita poco invidiabile perché va sbatacchiando tra un problema e l’altro. Sono da gestire anche le crisi coniugali: la convinzione che non riusciranno ad avere un figlio ha fatto sì che tra suo marito e lei vi sia costruita un’invisibile barriera che non si può scavalcare e perciò, Petra, lascia farsi trasportare da una specie di avventura che lei vorrebbe fosse appassionata e duratura ma che porta con sé nient’altro che altri grattacapi da dosare. Risulta chiaro che la protagonista non è tanto brava ad amministrare tutte le grane che sovrastano la sua vita; tra non molto diventa una persona insopportabile e inizia ad avere comportamenti quasi isterici che la portano ad essere una irrimediabilmente sola. Infatti, nessuno l’ascolta più se non la sua “inquilina mentale” che non manca mai di fare commenti sgarbati su tutti i suoi comportamenti e decisioni, impegnandosi nel criticarla costantemente.

“Visti da qua in cima, i problemi individuali sembrano così miseramente insignificanti da chiedersi se davvero di problemi si tratta. Eppure, ogni giorno affrontiamo problemi routinari come se stessimo combattendo battaglie epiche in grado di decretare se il sole sorgerà ancora.”

Tante volte mi sono chiesta se Petra ce l’avrebbe fatta a riuscire almeno un po’ a mettere a posto quel caos che non è altro che la sua vita e nel momento in cui mi sono detta “Ecco, ce la sta facendo” sono arrivati altri guai e altri impetuosi sentintimenti che mi hanno lasciato a bocca aperta!
Devo ammettere che le cause dello sconvolgimento stante alle radici della sua amnesia, quando sono saltati fuori, mi hanno lasciato senza fiato! Penso che la scrittrice Jasmina Nina Dzindo sia stata molto brava a gestire la disposizione della storia aggiungendo nei posti giusto flashback e ricordi per riuscire a tenerci sulle spine costantemente. E il tutto è abbellito dalla solida scrittura di scrittrice nonostante “Il dondolo nel cielo” sia il suo primo romanzo.

È senz’altro un libro che consiglio calorosamente, sia per la storia “enigmatica” che rappresenta, sia per la capacità di farci coinvolgere emotivamente, per davvero.

Alla prossima lettura,
Yasemin (in vece di Le Ombre).

 

Voto personale: 4/5.

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