Aggiornamenti Challenge 2018

Aggiornamento reading challenge: Maggio-Giugno

Nonostante gli impegni scolastici e non, sono contentissima che questi due mesi siano stati ricchi di letture indimenticabili.

Un libro di un autore italiano: Il cavaliere inesistente, Italo Calvino.

Il cavaliere inesistente -chiusura della trilogia “I nostri antenati”- è un un romanzo divertente circondato da un’atmosfera onirica e fiabesca e, al coltempo, un’opera moralistica-filosofica. Calvino riprende le ambientazioni e i personaggi ariosteschi e ne propone una lettura nuova. Protagonista assoluto è Agilulfo “che sa d’esserci e invece non c’è”, cavaliere eroico, ligio al dovere e rispettato, ma privo di corpo; trova il perfetto compagno d’avventure nel suo complementare Gurdulù, lo scemo del villaggio, una fisicità senza coscienza. Seguendo anche le storie del giovane Rambaldo e della fiera Bradamante, ci si addentra in un mondo nuovo e bizzarro, impossibile da dimenticare.

Un libro con una protagonista femminile: Bonjour tristesse, Françoise Sagan.

Cecilia, protagonista e narratrice del libro, è una viziata diciassettenne francese che trascorre le vacanze estive in Costa Azzurra con l’adorato padre e Elsa, una delle tante fidanzate di questo. L’estate sembra trascorrere felicemente, finchè non arriva Anna, donna elegante, colta ed intelligente. Cecilia inizialmente la ammira, ma quando si rende conto che tra lei e il padre si sta instaurando una relazione forte e duratura, accecata dalla gelosia, farà di tutto pur di allontanare Anna dalla loro famiglia. Romanzo breve ma intenso, riesce a rappresentare senza censure l’adolescenza, divisa tra momenti spensierati e costruttivi e altri di infelicità e odio.

Un libro da cui è stato tratto un film: Chesil Beach, Ian McEwan.

Nell’estate del 1962, i ventiduenni Florence e Edward trascorrono la loro luna di miele nella spiaggia inglese di Chesil Beach. Nonostante le parole romantiche che si scambiano, entrambi sono preoccupati e sotto ogni loro gesto amorevole si celano tensioni e paure inconfessabili. La ragazza si sforza di non deludere le aspettative del marito, ma è disgustata e spaventata da ciò che accadrà da lì a poco sotto le lenzuola. Edward, invece, impaziente e voglioso, spera di riuscire a cogliere i segnali di un corpo mai esplorato e quindi del tutto sconosciuto. McEwan tratteggia con precisione le emozioni di due personaggi comuni, ma complessi e soprattutto ricostruisce gli ultimi anni prima della liberazione culturale e sessuale. Attraverso le ansie dei protagonisti, si può comprendere il pericolo dei tabù e l’importanza dell’educazione sessuale ed emotiva.

Un libro terrificante: Abbiamo sempre vissuto nel castello, Shirley Jackson.

Mary Katherine, esuberante diciottenne, racconta la sua vita idilliaca insieme alla bellissima sorella Costance e allo zio invalido. I tre vivono reclusi in un’elegante villa fuori città e le loro giornate sono scandite da riti immutabili che garantiscono armonia ed equilibrio. La loro felicità assume tinte fosche e inquietanti quando, già dalle prime righe del romanzo, veniamo a sapere che l’intera famiglia è morta avvelenata sei anni prima. La paura e il malessere che instilla l’autrice pagina dopo pagina non sono legati a eventi sanguinolenti o paranormali, nè ad atmosfere particolarmente cupe; con toni delicati, mette in scena un dramma fatto di dettagli perturbanti che non possono lasciare indifferenti.

Un libro con un protagonista LGBT: La madre di Eva, Silvia Ferrari.

Una madre attende nella sala d’aspetto di una clinica privata serba. In sala operatoria, sotto i ferri, c’è sua figlia Eva. Eva ha diciotto anni e, finito l’intervento, sarà a tutti gli effetti chi è sempre stata: Alessandro.  In un dialogo senza risposte, la madre confesserà tutte le sue inadeguatezze, dubbi, sensi di colpa e cercherà nelle sue azioni passate gli errori che hanno portato quella sofferenza. Attraverso la ricostruzione del percorso di Eva, si snoda una storia commovente di accettazione, lotta e tolleranza.

Un libro che hai sempre evitato: Il giovane Holden, J.D. Salinger.

Senza un motivo specifico, ho sempre guardato “Il giovane Holden” con un misto di indifferenza e ostilità; invece, si è rivelato una piacevole sorpresa ed è sicuramente uno dei libri che più ho apprezzato nell’ultimo periodo. E’ un racconto di formazione che vede come protagonista Holden, ragazzo sensibile, emotivamente fragile, a volte maturo e riflessivo, altre infantile e impulsivo. Dopo essere stato espulso da scuola, temendo la reazione dei genitori, vaga senza meta per New York. I tre giorni di vagabondaggio sono per Holden un’occasione di crescita e ricerca di sè. Il ragazzo cerca di sfuggire alla rassegnazione e alla solitudine, spinto dal desiderio di rivalsa, ma si trova circondato da personaggi che gli sono ostili e lo deludono o umiliano. Il mondo degli adulti, per lui, è carico di squallore, ipocrisie e falsità e per questo teme la crescita e si rifugia nel nido sicuro della sorella minore Phoebe, personaggio chiave, simbolo dell’infanzia felice. E’ proprio questo il tema principale del romanzo: il passaggio doloroso e inevitabile dall’infanzia all’età adulta. Con una scrittura vivace e scorrevole, ricca di espressioni ricorrenti e colloquiali, Salinger ci restituisce un’immagine vivida e priva di stereotipi dell’adolescenza.

Un libro ispirato a una storia vera: Resto qui, Marco Balzano.

Nel territorio di confine e lacerazione del Trentino Alto Adige, Trina e suo marito Erich sono costretti dall’avvento del fascismo prima e dalla guerra poi ad una vita da disertori e fuggiaschi pur di non aderire nè al fascismo nè al nazismo, ma restando fedeli alle proprie radici. All’arrivo dell’agognato dopoguerra, incombe, tuttavia, una nuova minaccia: la costruzione di una diga che farà sommergere il paese d’acqua. Ancora una volta Trina e Erich, circondati dalla rassegnazione e dalla rabbia impotente dei paesani, lotteranno contro gli incuranti interessi politici ed economici. Tra la grande storia e l’intimità dei personaggi, tra il dolore e le illusioni comuni e le ferite personali, si percorre una storia di resistenza e resilienza in cui riecheggiano due sole parole: resto qui.

 

 

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