Aggiornamenti Challenge 2018

Aggiornamento Reading Challenge (Lorenza): Luglio e Agosto 2018

Buongiorno lettori! La bella stagione è ormai agli sgoccioli, ma possiamo consolarci con il ricordo delle letture estive: ecco le mie.

Un libro in fondo alla tua wish list: L’amica geniale, Elena Ferrante

amica geniale

Il romanzo è ambientato in un rione napoletano negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. La narrazione è condotta in prima persona da Elena (Lenù), una delle due protagoniste; attraverso il suo sguardo si scopre una folla di personaggi, ambienti e usanze di una Napoli che dalle difficoltà del dopoguerra si apre progressivamente a un modesto benessere, incoraggiato o minacciato dalla presenza della malavita. L’elemento portante di tutta la vicenda è l’amicizia che lega Elena a Raffaela (Lila) e la loro infanzia e adolescenza, segnate da regole sociali dure e violente. Lenù, fin dalle elementari, prova una fortissima dipendenza psicologica dall’amica che considera unica e dotata dell’incredibile dono di rendere qualsiasi cosa speciale grazie alla sua intelligenza singolare, al suo coraggio ribelle, alla sua tenacia e anche alla sua cattiveria. Tra le due si instaura uno sfaccettato rapporto di competizione e ammirazione, di invidie e complicità, di limiti e compensazione. Le vite delle due scorrono parallele o una sull’altra, quasi a creare un’entità unica: una storia di incontro e scontro, di riavvicinamento mai totale e di allontanamento mai definitivo. Tra due personalità del genere, così differenti, ma sempre unite da fili invisibili, ci si chiede: “Chi è l’amica geniale?”. L’astuta, aspra e irrequieta Lila o la sensibile, mansueta e intellettuale Lenù? In realtà, sono l’amica geniale l’una dell’altra, si misurano e si confrontano per migliorarsi. I loro destini sono diametralmente opposti, ma sono unite dal desiderio di non soccombere agli orrori e alle miserie dell’amato rione.

Un libro che non rileggi da tempo: La metamorfosi, Franz Kafka

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Gregor Samsa, commesso viaggiatore, si sveglia trasformato in un insetto. Il protagonista non si chiede il motivo di questa metamorfosi, nè al lettore viene data una spiegazione. Da qui prende forma la più efficace metafora dell’alienazione e della solitudine; il diverso, quando non riesce più ad adattarsi ai meccanismi della società e del lavoro, viene tragicamente condannato e emarginato perfino dalla famiglia.

Un libro di un autore che ami: All’ombra di Julius, Elizabeth Jane Howard

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Nella grigia Londra del 1960, le vite di cinque personaggi si intrecciano indissolubilmente. Sono passati vent’anni dalla morte eroica di Julius, ma la moglie e le due figlie provano ancora sentimenti contrastanti nei confronti dell’uomo. La vedova, Esme, si rifugia nella vita quieta di campagna per nascondersi dalla solitudine e dal senso di colpa. Emma, la figlia minore, si concentra esclusivamente sul lavoro, imprigionando la propria emotività e sessualità. Al contrario la maggiore, Cressida, si strugge a causa delle sue infelici avventure amorose a scapito della carriera da pianista. Elizabeth Jane Howard, grazie alla sua scrittura elegante, dettagliata e scorrevole, evoca la storia di una famiglia come tante, in bilico tra segreto e rivelazione e marchiata da un lutto indelebile.

Un libro ambientato in un mondo immaginario: Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcìa Marquez

cent'anni

Il romanzo, caposaldo del realismo magico, percorre il secolo di storia della grande famiglia Buendìa. Marquez, con una scrittura vivace e portentosa, crea una favola dai toni biblici, ambientata nell’immaginario villaggio caraibico di Macondo; i personaggi nascono, crescono e muoiono avvinghiati al paese, inseguendo un destino ineluttabile. Gli eroi del romanzo, tra i quali spicca l’ombroso e caparbio colonnello Aureliano Buendìa, sono figure indimeticabili e stravaganti, segnate dal fallimento. Gli uomini sono affiancati da personaggi femminili altrattanto significativi, dotati di sano senso pratico e solidità. La colonna portante del romanzo è la solitudine, angosciosa, impenetrabile ed eterna, che accomuna e allo stesso tempo allontana ogni membro della famiglia.

Un libro con protagonista un antieroe: Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello

il fu

Mattia Pascal, imprigionato in una relatà insoddisfacente e frustrante, sfrutta un equivoco per cambiare identità e vita, diventando Adriano Meis. Personaggio emblematico della letteratura pirandelliana, rappresenta la vana ricerca dell’identità che accomuna tutti gli uomini. Costantemente in balia del presente e del passato, Mattia/Adriano è un antieroe frammentato, che non riesce a rassegnarsi all’identità che il destino gli ha imposto, ma non è neppure in grado di costruirsene una nuova.

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