Fantasy · Recensioni · Romanzi

Trilogia dell’Uomo Ambrato Vol.3-Il Destino dell’Assassino, di Robin Hobb

Salve a tutti!!

Manco da un pò, ho avuto parecchi impegni nell’ultimo periodo, e il tempo per scrivere é stato molto carente *sospira*, ma nel mentre sono riuscita a concludere la Trilogia dell’Uomo Ambrato, avvicinandomi alla fine delle avventure(chiamiamole piú disavventure, pover’uomo) di Fitz.

Infatti oggi vi parlerò del romanzo che conclude questa seconda trilogia della Hobb dedicata a Fitz e al Matto, Il Destino dell’Assassino.

 

EDITORE: Fanucci

PAGINE: 640

TRADUTTORE: Paola B. Cartoceti

DATA DI USCITA: 1°Ed/ 1 Ottobre 2008-Nuova Ed/ 2018

COLLANA: Nuova Tascabile

PREZZO: 16.90€

 

TRAMA

Un tempo assassino del re, Fitz Chevalier è adesso al servizio della piccola banda del principe Devoto, che veleggia verso un futuro incerto quanto le acque che separano i Sei Ducati dalla lontana isola di Aslevjal. Il suo dovere è aiutare il principe a portare a termine la sfida lanciatagli da Elliania: portarle la testa del drago Ardighiaccio, che le leggende dicono sia sepolto nel ghiaccio. Solo dopo che questa missione sarà completata, si potranno sposare e porre fine alla guerra tra i due regni. Ma non tutti sono contenti che un principe straniero cerchi di uccidere il drago. E perché Elliania tiene tanto alla sua morte? Le ardue prove che Fitz e il Matto devono affrontare saranno necessarie per salvare l’esistenza stessa dei Sei Ducati.

 

Il Destino dell’Assassino é un romanzo dalle mille sfumature, ma partiamo dall’inizio.

Il viaggio di Fitz e il Matto sta per concludersi sull’isola ghiacciata e inospitale di Aslevjal, i loro intrecciati destini come Profeta Bianco e Catalizzatore stanno per compiersi, e questo, secondo il Matto, porterebbe alla sua morte.

I sentimenti di Fitz al riguardo sono palesi; la sua decisione di ingannare il suo amico per salvarlo é difficile, ma la prende lo stesso, seguendo da solo Devoto e la sua Confraternita d’Arte.

La prima parte del libro é un pò…particolare; la maggior parte del tempo e delle parole sono dedicate al viaggio e a Ciocco, di cui Fitz deve prendersi cura. Il loro rapporto si evolve, i due personaggi continuano a crescere e a ragionare, cambiandosi l’un l’altro, ma Ciocco…per gran parte del libro l’ho sopportato a stento, altalenando momenti in cui non comprendevo il suo personaggio a momenti in cui desideravo affogarlo. Ma questo é gusto personale, non ho mai compreso bene Ciocco; per il resto la prima parte, che può sembrare sotto tono, come sempre per la Hobb, é solo che l’introduzione alla seconda metà, che é INCREDIBILE.

L’abitudine dell’autrice di far compiere lunghi viaggi, sia letterali che figurati ai suoi personaggi, e di non saltarli, mostrandoli ai lettori, la trovo una scelta pericolosa ma ottima. Sa quel che fa, e tutto questo ha portato a personaggi VERI, che prendono decisioni fondate sulle loro esperienze e sulla forte introspezione. Quindi questa prima parte, mischiata agli incontri con Urtica, alle conversazioni con Umbra e al matrimonio combinato di Devoto, l’ho trovata si lenta, ma piacevole, utile a livello di trama, che doveva prepararsi alle grabdi rivelazioni, e soprattutto…beh, bella. Lo stile magnifico della Hobb sa dipingere con precisione e bellezza anche i momenti piú spenti.

Poi arriva la seconda parte del romanzo, e lí posso gridare al capolavoro. Ogni decisione presa, già dai libri passati, ha portato ai momenti che vengono narrati ora; ogni personaggio ha la sua utilità, ogni pezzo si incastra alla perfezione, e la storia ha una sua conclusione, reale e credibile, oltre che commovente e forte.

Il rapporto splendido fra Fitz e il Matto come perno, il loro un’amore senza confini(anche se nel profondo avrei sperato che Fitz ricambiasse l’amore romantico del Matto, ma va bene cosí *abbraccia i suoi figli*)

Le lacrime che ho versato sono infinite, ma lo é ancor di piú la grande emozione che ho provato sino all’ultima pagina.

É un capolavoro, conclude in maniera magnifica una storia stupenda cominciata con un Fitz bambino, e non posso far altro che meravigliarmi di quanto mi sia affezionata a tutto questo, di quanto sia reale, pur trattandosi di un fantasy.

Una sola parola. INIMITABILE

E io che pensavo nulla potesse superarmi Il Viaggio dell’Assassino *ride*

Povera illusa

IL MIO VOTO: 5/5

 

Alla prossima!

Sirien

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