Fantasy · Recensioni

L’Assassino-La Vendetta, di Robin Hobb

Buongiorno Ombre!

Eccomi qui con la seconda parte del finale della saga di Fitz e il Matto, della bravissima autrice Robin Hobb.

Il primo volume, Il Ritorno, mi aveva deluso parecchio, ma tutto ha ripreso la giusta piega con L’Assassino-La Vendetta, che è uno dei libri “di mezzo” più belli che io abbia mai letto.

 

EDITORE: Sperling & Kupfer

PAGINE: 662

TRADUTTORE: M.C Scotto di Santillo

DATA DI USCITA: 29 Novembre 2016

PREZZO: Non Disponibile in Cartaceo/Ebook- EUR 9.99

 

 

TRAMA

C’è stato un tempo in cui FitzChevalier e il Matto erano in grado di cambiare il mondo con le loro imprese e garantire la stabilità del Regno dei Lungavista. Quel tempo è finito da un pezzo. Da quando i due amici inseparabili hanno preso strade opposte e Fitz, lasciatosi alle spalle un passato da assassino, si è trasformato in un gentiluomo di campagna, un marito devoto e un padre amorevole. Un uomo che aveva giurato di non uccidere mai più. Finché, dopo anni di silenzio, il Matto ricompare nel Regno dei Sei Ducati. Ferito, sfigurato, irriconoscibile. È riuscito a sfuggire ai suoi aguzzini e ad affrontare un viaggio pieno di difficoltà e pericoli pur di raggiungere il suo amico di sempre e chiedergli un’unica cosa: vendetta. Tornare a uccidere per lui. Distratto dalle condizioni precarie del Matto, che richiedono le sue cure, e coinvolto suo malgrado negli intrighi di corte, Fitz abbassa la guardia. Ed è così, in un solo, orribile istante, che il suo piccolo mondo di pace è sconvolto per sempre: sua figlia, la sua amatissima bambina, viene rapita da predoni misteriosi che vogliono usarla come un’arma in loro pugno. Ma anche FitzChevalier ha qualche arma segreta da sfoderare. Un’antica magia scorre ancora nelle sue vene. E per quanto la sua destrezza di assassino possa essersi appannata negli anni, ci sono abilità che, una volta imparate, non si dimenticano tanto facilmente. Ora, amici e nemici stanno per scoprire che non c’è niente di più pericoloso di un uomo che non ha più nulla da perdere.

 

 

Ape è stata rapita, il Matto è in fin di vita, e Fitz non sa nulla della sorte di sua figlia.

Fitz ne ha passate tante, pensa di essere in grado di superare i nuovi ostacoli, ma tutto gli crolla addosso nel momento in cui si accorge di non poter fare nulla per il suo amico, e poi per sua figlia, perduta, lontano da lui e in pericolo.

In questo romanzo la Hobb ha dato il meglio di sè nella caratterizzazione di Fitz; uomo sempre visto come forte, senza paura, che poche volte nella sua vita ha esitato, qui lo vediamo in preda ai sensi di colpa, alla rabbia e alla disperazione. Vediamo il suo lato debole, e la lotta che ha con se stesso, per migliorare, per salvare quel poco che gli rimane, aggrappandosi al suo mentore Umbra e al resto della sua famiglia.

L’unica cosa che gli rimane, veramente, è la vendetta che il Matto gli chiede di compiere; per salvare Ape ucciderebbe chiunque, Fitz; ma non ne ha più le forze, è vecchio, fuori forma, e i suoi nemici sono pronti a tutto. Questo conflitto interiore, questa furia, emergono con forza, diventando parte integrante della trama, che si intreccia sempre di più.

Io con questo romanzo ho raggiunto le lacrime da quanto sono intense le emozioni che riesce a comunicare; è un continuo ricorso a profondità dell’animo che non pensavo un libro potesse raggiungere così spesso e con così tanta…naturalezza.

Persino i personaggi che erano stati trattati in modo marginale nel precedente volume acquisiscono una presenza pressante, importante. Ho apprezzato Sciò e Lante, e questo vuol dire moltissimo, ma soprattutto, questo romanzo, dopo lo scivolone de “Il Ritorno”, ha ripreso con maestria e perfezione la trama accennata, eliminando qualunque difetto e rendendo tutto praticamente perfetto, riportando il lustro dello stile dell’autrice e la sua bravura nel rendere emozionanti persino dei momenti passati da Fitz davanti a un camino a parlare, alternandoli ad azione improvvisa e momenti di pura introspezione.

I nemici sono intriganti, strani e importanti, per un legame molto interessante che hanno sia col possibile finale che con l’inizio di tutto. I Profeti Bianchi sono sempre stati un qualcosa di misterioso ma importante, e il fatto che siano il “male” di questa ultima parte é veramente geniale.

 

La debolezza di Fitz, il cambiamento del Matto, la vecchiaia di Umbra, Urtica e il suo “papà”, l’ eredità di Fitz…è stato tutto bellissimo, descritto con una forza tale da avermi lasciato senza fiato. Alcune cose le ho attese da quando avevo iniziato questa saga, e mi sono ritrovata a sorridere con le lacrime agli occhi come un’idiota al momento cruciale, altre mi hanno distrutta, lasciandomi svuotata e anelante per il seguito, quella che sarà la degna conclusione per un viaggio così lungo, doloroso, e…stupendo.

IL MIO VOTO: 5/5

 

Alla Prossima!

Sirien

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